La presenza delle acque termali a Rapolano è documentata fin dall’epoca etrusco-romana: un deposito votivo nella cosiddetta Buca delle Fate attesta un culto legato alle acque, cui erano attribuite proprietà sacre, oltre che salutari e terapeutiche, già dal III secolo a.C. All’epoca romana risale una grande vasca rettangolare rinvenuta presso Campo Muri.

Lo stesso Comune di Siena, nel corso del Medioevo, emanò numerose disposizioni per preservare questa preziosa risorsa, che nei secoli successivi divenne sempre più fiorente e popolare.

Le acque di Rapolano affiorano dal sottosuolo a una temperatura di circa 40°C; la loro composizione è prevalentemente costituita da zolfo,
bicarbonato di calcio, con consistenti quantità di magnesio, sodio e potassio.
Le acque sulfuree di Rapolano sono particolarmente indicate per le patologie delle vie respiratorie, le affezioni ginecologiche e della pelle e per far maturare i fanghi termali; l’aggiunta di alcune essenze è poi alla base di molti trattamenti estetici.

Da qui inizia il percorso dedicato all’acqua che parte da quella termale per arrivare alla sorgente del primo acquedotto pubblico di Stitelli che risale ai primi del Novecento, proseguendo poi verso la sorgente delle Fontacce, quella termale di San Giovanni e l’area archeologica di Campo Muri.

 

STABILIMENTI TERMALI

Terme Antica Querciolaia

Terme San Giovanni